Le lettere segrete di Jo

«Non riesco a credere di non averti raccontato di nonna Jo» disse Lulu. «Qui non si parla d’altro. Notte e giorno, estate e inverno, anno dopo anno. La preghiamo in ginocchio, la imploriamo a denti stretti, “mamma,” le diciamo “basta con nonna Jo”. Ma lei ci ascolta? Noooo.»
«Nonna Jo era la mia bisnonna» spiegò Fee. «Ha vissuto fino a cent’anni, anche se purtroppo non l’ho mai conosciuta. Dicono che avesse un gran temperamento.»
«Aveva tre sorelle» aggiunse Lulu. «Margaret, una perfetta gentildonna, Bethie o Betsey, che era un angelo ed è morta giovane, e Amy, che dormiva con una molletta sul naso perché pensava che le sarebbe venuto più carino.»

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Focaccia alle olive

Con l’estate che non accenna a sbocciare, ho dovuto rinunciare al mare anche oggi. Nuvole grigie affollano minacciose il cielo e l’aria fredda soffia prepotente dalla finestra socchiusa. “Chissà cosa direbbe nonna Janice di un’estate così” penso mentre chiudo le imposte. Lei il tempo lo sentiva, lo capiva come solo la gente di mare e i contadini sanno fare. Quella percezione esclusiva e privilegiata che si sviluppa in coloro che dal meteo traggono la propria sopravvivenza.

Se la giornata in spiaggia può dirsi saltata, non rimane che un’alternativa: “Ciao ragazze! Focaccia e film oggi pomeriggio?”, compongo il messaggio sul telefonino mentre prendo dalla mensola il ricettario di nonna Janice.

FOCACCIA ALLE OLIVE

350 g di farina

10 g di livito di birra

1 cucchiaio di sale

150 ml di acqua frizzante (segreto di nonna!)

100 ml di acqua naturale

5 cucchiai d’olio

150 g di olive verdi (prendo quelle del nonno di Demi di cui ho sempre una scorta abbondante!)

sale grosso

Dispongo la farina a fontana sul tavolo da lavoro, e verso nel centro l’acqua tiepida con il lievito disciolto. Impasto e, una volta che il composto è liscio ed elastico, aggiungo un cucchiaio di sale, 2 d’olio e, con una buona dose di olio di gomito, lavoro ancora per qualche minuto. Formo una palla e la lascio livitare per un’ora e mezza, curandomi di comprirla con una pellicola. Nel frattempo, inizio a denocciolare le olive, ma mi interrompo subito per rispondere al telefono.

“Ciao Vic! Sono Demi. Ho chiamato Becky e Jo, veniamo per le tre, ok? Porto Il Grande Gatsby”.

“Sì, e anche i fazzoletti… sai che mi commuovo con quel film!”.

“Va bene, fontana, porto anche quelli! Piuttosto, sai chi mi ha chiamato prima?”.

“Chi?”.

“Eric Reed. Chiedeva il tuo numero. Per invitarti a una passeggiata, ha detto…”.

VH

focaccia

Ritrovamenti

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Dicono che le monete di un tempo portino fortuna.

VH

Torcetti di sfoglia e marmellata

Quando avevo iniziato a frequentare il liceo, ricordo che amavo interrompere le ore di studio per concedermi una merenda creata ad arte da nonna Janice per me.
Diceva che mi avrebbe dato tanta forza ed energia per emergere vincitrice dalle pagine che ogni giorno mi sommergevano; e così la cara nonna inventò i torcetti di sfoglia, facili e veloci da preparare.

Gli ingredienti fondamentali sono tre:

– un rotolo di pasta sfoglia rettangolare
– marmellata gusto a piacere oppure in alternativa crema di cioccolato, e perché no anche Nutella
– zucchero a velo

Ho proprio voglia di rispolverare questa ricetta così afferro la mia pasta sfoglia e la stendo per bene sulla carta forno, per poi ricoprirla per intero con la mia marmellata (ho preso quella alle fragole, gnam).
Fatto ciò, la chiudo a libro e spalmo la marmellata di fragole anche su questa superficie, piegandola nuovamente come un libro fino ad ottenere un rettangolo stretto e lungo.

Mi fermo un attimo e metto il forno a preriscaldare a 180 °, foderando una leccarda con della carta forno. La riporto sulla tavola e, con un coltello a lama liscia, inizio a ricavare delle fette di un centimetro circa, dal mio rettangolo, tagliandolo dal lato più corto.
Con una pasta sfoglia standard, mi escono circa nove striscioline.

Prendo la prima afferrandola per le estremità, girando una parte in un verso e l’altra nel verso opposto, ricavando dei piccoli torciglioni, i famosi torcetti di nonna Janice.
Soddisfatta del mio risultato, li adagio sulla leccarda e prima di infornarli li spolverizzo con abbondante zucchero a velo.

Una volta in forno, sistemo il timer sui 20 minuti e attendo, controllando la cottura affinché non si brucino.

Il profumo della pasta sfoglia e della marmellata si diffonde per tutta la casa, riempiendomi il cuore di dolci ricordi legati a quell’odore così familiare. Sorrido ed è arrivato il momento di estrarli dal forno.

Con l’aiuto di una paletta li dispongo in un piattino e aspetto cinque minuti prima di ricoprirli di nuovo con lo zucchero a velo.
La tentazione è troppa  e assaggio il primo caldo caldo.

Mmh, un’autentica delizia! Grazie ancora nonna Janice!

VH

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