Dovremmo avere tutti…

dovremmo avere tutti

Fonte: fanpage.it

Se hai bisogno, chiama

Ben presto Myers sentì il televisore accendersi di nuovo in soggiorno, ma il suono arrivava attutito e pensò che non gli avrebbe dato fastidio.  Spalancò la finestra e si mise in ascolto del rumore del fiume che attraversava rapido la valle, diretto verso l’oceano.

Tirò fuori le sue cose dalla valigia e le sistemò nei cassetti. Poi andò in bagno e si lavò i denti. Spostò il tavolinetto in modo che fosse proprio davanti alla finestra. Poi guardò il punto in cui la donna aveva piegato il lembo di coperta. Spostò la sedia per sedersi e si tirò fuori di tasca una biro. Rimase a pensare un attimo, poi aprì il taccuino e in cima a una pagina bianca scrisse le parole Il vuoto è l’inizio di tutte le cose. Rimase a fissare questa frase e poi scoppiò a ridere. Gesù, che cazzata! Scosse la testa. Richiuse il taccuino, si spogliò e spense la luce. Rimase un momento in piedi a guardare dalla finestra e ad ascoltare la corrente del fiume. Poi si mise a letto.

Un mese dopo l’incidente mi capitò tra le mani il volume di Carver. Incominciai a leggerlo nell’intento di distrarmi e placare il febbrile lavorio della mia memoria svuotata.

Il vuoto è l’inizio di tutte le cose.

Decisi che quella frase sarebbe diventata il mio mantra portafortuna, la stella del nord da cui mai avrei tolto lo sguardo per non perdermi nel mio tormento desolato.

Per farla del tutto mia, dovevo solo adattarla un po’:

Il vuoto è il nuovo inizio di tutte le cose.

VH

Raymond Carver - Se hai bisogno, chiama

Castelli di rabbia

Finisco di riordinare la dispensa. Ho fatto la spesa, una corsa folle al supermercato e via di nuovo a casa, lontana dal caos e dal caldo opprimente. Mi cambio e con il mio ultimo spuntino in mano, mi getto di peso sul divano fresco.
Una piacevole corrente entra dalla finestra e si incanala nel mio angolo, donandomi un senso di pace e relax che non provo da questo mattino.
Sospiro e allungo la mano sul piccolo tavolino tre piedi che regge la lampada in stile Tiffany regalatami da mia zia due anni prima, e da lì afferro “Castelli di Rabbia” di Alessandro Baricco.
Non mi serve il segnalibro per ricordare a che pagina sono arrivata.

Ma Jun non disse nulla. Semplicemente, senza che un solo angolo del suo volto si muovesse, e assolutamente in silenzio, iniziò a piangere, in quel modo che è un modo bellissimo, un segreto di pochi, piangono solo con gli occhi, come bicchieri pieni fino all’orlo di tristezza, e impassibili mentre quella goccia di troppo alla fine li vince e scivola giù dai bordi, seguita poi da mille altre, e immobili se ne stanno lì mentre gli cola addosso la loro minuta disfatta.

Il cellulare inizia a squillare interrompendo la mia pace. Appoggio il libro al mio fianco e rispondo.
E’ ufficiale: non riesco a trovare pace oggi.

castelli-di-rabbia-photo-from-web

Follow Barattoli di Storie e di Spezie on WordPress.com

Seguimi su Twitter

Blog che seguo

adoraincertablog

...un messaggio in bottiglia....

Certe storie hanno il profumo intenso delle spezie, il sapore di ricette indimenticabili

Debbie Fortes

t r a v e l . l i f e s t y l e . p e o p le

Gio. ✎

Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Quelli con la gonna che strascica un po' per terra, gonfiata sul di dietro dalla tournure? Quelli con i corsetti strettissimi e i colletti alti che solleticano il collo? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

Controvento

per aspera ad astra

Carlo Galli

Parole, Pensieri, Emozioni.

sognidiunapiccolascrittrice

Sogni. Speranze. Aspirazioni.

Barattoli di Storie e di Spezie

Certe storie hanno il profumo intenso delle spezie, il sapore di ricette indimenticabili

The Daily Post

The Art and Craft of Blogging

The WordPress.com Blog

The latest news on WordPress.com and the WordPress community.